La curiosa giustizia italiana...

"C'è bisogno di pace sulla giustizia...".
Lo scrive nell'articolo "La missione di Cartabia" -pubblicato su Il Secolo di oggi- il prof. Alberto Maria Benedetti, docente di diritto civile all'Università di Genova nonchè componente laico del Consiglio superiore della magistratura.

Dopo un accenno al caso Palamara, con un probabile riferimento al recente libro "IL SISTEMA", prosegue "Tra strumentalizzazioni più o meno esplicite, l'attacco all'autorevolezza e alla reputazione  di tutta la magistratura rischia di travolgere quel senso di fiducia che i cittadini devono avere nel potere giudiziario...".
Esortazione incoraggiante.

Ma galeotto fu Nicola Porro con la puntata di "Quarta repubblica" andata in onda ieri sera.
Al tempo 1h:25':23" della trasmissione  viene ricordata una vicenda (di cui questo sito si era già occupato per un altro aspetto) accaduta verso la fine di maggio 2013.
Una donna, nato a 5 anni Renato Cortese: "Caso Shalabayeva, fu sequestro di persona"Alma Shalabayeva, e sua figlia abitano a Casal Palocco; su richiesta dell'ambasciatore kazako vengono prelevate e con un aereo privato rimandate in Kazakistan, il loro paese.

Al di là degli aspetti diplomatici emerge un curioso funzionamento della magistratura (o di una parte di essa) di cui si trova  una interpretazione leggendo le pagine 143÷146 del libro sopra citato.
Cioè la guerra - così la definisce il giornalista Piero Sansonetti- tra  il Procuratore capo di Perugia Luigi De Ficchy (la procura di Perugia ha la competenza sui magistrati romani) ed il suo omologo romano Giuseppe Pignatone.
In questa storia le "incomprensioni" tra i due sfociano in un processo che porta alla condanna in primo grado di sei dirigenti di Polizia, tra cui  Shalabayeva, condannato l'ex Questore di Rimini Maurizio Improt Maurizio Improta e Renato Cortese, accusati di aver commesso "un crimine di lesa umanità realizzato mediate deportazione
".
Pignatone e Eugenio Albamonte, che hanno firmato il nulla osta all'espulsione, restano fuori dal processo.

Ai miei tempi i processi seguivano altre regole pertanto adesso posso ragionarci come un cittadino qualunque. Allora Le chiedo, egregio professore Benedetti, come immagina venga accolto dai cittadini il Suo autorevole invito ad aver fiducia nell'autorevolezza e reputazione della magistratura ?
Ritiene che la vicenda di cui sopra sia suscettibile di una strumentalizzazione o si "strumentalizza" da sola ?

Sa com'è, per i miei trascorsi posso lavarmene le mani ma chissà se ai Genovesi ed ai Liguri va bene continuare a vivere in un condominio amministrato ... un po' così ?

Fiducioso, come tutti, resto in attesa che l'attuale Guardasigilli imprima un epocale cambio di rotta facendo svanire i costumi di cui Luca Palamara è stato emblema.

Lascia i tuoi commenti

Posta commento come visitatore

0
termini e condizioni.
  • Nessun commento trovato
-----------------------------

Quota annuale Iscrizione
SOCIO ARGe

©2021 Associazione Repubblica di GENOVA | privacy policy | realizzazione ilpigiamadelgatto