Ritardi, incertezze, aleatorietà. Intanto la Liguria viene frenata

Stupefacente !!!
Il cosiddetto "decreto Genova" viene approvato dopo più di 90 giorni dal crollo del ponte.
La sensibilità dei palazzi romani ha costretto i Genovesi, i Liguri e le aree servite dalla logististica dei nostri Porti ad attendere per tre mesi il via libera; prima per le schermaglie sulla nomina del Commissario  alla ricostruzione del ponte autostradale, poi per il freno posto dalla discussa approvazione di misure che col crollo a Genova non c'entrano niente : la sanatoria per gli abusi edilizi  commessi ad Ischia e lo smaltimento dei fanghi di depurazione.

Perchè mescolare provvedimenti che non hanno alcun nesso tra loro?
L'ennesimo condono per aree in cui gli abusi edilizi sono diffusi costituisce il perfetto viatico al perpetuarsi di quel costume esente, pertaltro, anche dai vincoli fiscali perchè da abusivo non risulta a catasto.

Perchè ritardare la ripresa di un'area geografica di importanza fondamentale per i traffici e fonte di ricchi incassi statali solo per far passare provvedimenti che riguardano una piccola località "strategica" unicamente per il turismo?

"Il Secolo XIX" non può essere considerato sostenitore di idee separatiste, secessioniste od indipendentiste, ma quando arriva a pubblicare (sul numero di due giorni fa) ciò che potete leggere a lato significa che la distanza tra la Liguria e chi siede a Roma dovrebbe essere vista anche dagli "orbi" e percepita dai "distratti".

Nè è possibile giustificare il ritardo nell'approvazione del "decreto Genova" come una casuale mancanza di attenzione od il risultato di un fortuito intoppo parlamentare giacchè, sullo stesso numero de "Il Secolo XIX" , faceva bella mostra l'articolo "Finale-Andora, cancellati i fondi. Rixi: la rifinanzieremo nel 2019".
La dialettica (chiamiamola così per pura educazione) politica induce gli schieramenti partitici ad addossare  le responsabilità di una
decisione allo schieramento opposto. Quindi non stupisce che gli uni accusino gli altri prontamente ripagati della stessa moneta.
Quello che intendo evidenziare è il vergognoso ritardo con cui i parlamentari di adesso, quelli di prima, quelli di prima ancora, i loro predecessori, etcetera, hanno affrontato il completamento del raddoppio della ferrovia del nostro Ponente.

35 miserrimi kilometri per 1499 milioni di euro.
Da decenni siamo in attesa di quel raddoppio che consentirebbe di rendere funzionale uno dei corridoi europei.
Che il finanziamento sia stabilito in un modo od in un altro non ci importa: l'importante che le palanche ci siano.
Fatto sta che siamo ancora su un "binario morto" nonostante i miliardi di euro che dalla Liguria arrivano alle casse statali.
E sì ... perchè i soldi partono per Roma con puntualità ed in abbondanza ma quanto a vederli ritornare in Liguria - e solo in minima parte !- è tutt'altro discorso.

Magari un giorno finisce che  ne gia o belin ...

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