Lo dicono anche per Taranto.

«Taranto può e deve pensare al suo futuro senza vederlo legato allo stabilimento dell’ex Ilva».

Lo ha dichiarato giorni fa Mario Turco, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con la delega alla Programmazione economica ed agli investimenti, che ritiene occorra «un accordo di programma per la riconversione economica e industriale della città».

«L’Ilva è stata un risorsa nei decenni passati, certo, ma da ormai troppo tempo è piuttosto un incentivo alla paralisi economica della città. »

«Anziché pensare solo all’acciaieria, la mia città deve puntare su uno sviluppo delle infrastrutture e sull’autonomia universitaria».

Sono concetti analoghi a quanto la nostra Associazione sostiene da anni.
Non siamo così categorici nell'affermare che l’Ilva sia stata un risorsa per Genova. Certamente ha fornito migliaia di stipendi ma ha anche provocato danni  alla salute, al territorio ed uno sconvolgimento sociale legato a grandi numeri di assunti (tutti indispensabili oppure molti utili solo politicamente?).

È il momento che i politici locali e romani eletti nel nostro territorio, ancorchè abbiano chiara la situazione ma si trattengano dell'esplicitarla, si attivino per promuovere il superamento dell'industria pesante che non si addice alle caratteristiche orografiche -e non solo- della nostra Terra.
Qui servono attività ad alto ed altissimo contenuto di conoscenza per una ricaduta di ricchezza economica ed intellettuale. Ci sono già Centri di notevole levatura che facilitano il compito dei decisori.


P.S. Nell'articolo collegato il Sottosegretario si esprime nei confronti di Taranto dicendo «... la mia città deve puntare ...». C'è da sperare che i parlamentari liguri abbiano la stessa sensibilità.

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