
Io canterò politico
quando starete zitti
e tutti i vostri slogan
saranno ormai sconfitti
Quando sarete stanchi
di starvene nel coro
a battere le mani
solo se lo voglion loro
Ed avrete bisogno
dell’individualismo
per vincere la noia
di un assurdo conformismo
Io, io canterò politico
ma il giorno è ancor lontano
per ora sono l’unico
ad andare contromano
Ma i miei finti colleghi
che fan rivoluzioni
seduti sopra pacchi
di autentici milioni
dovranno ritornare
al ruolo di pulcini
lasciando intatto
il candido e poetico Guccini
Io, io canterò politico
ma sarò troppo vecchio
ed ai giovani dell’epoca
io, io romperò parecchio
Il gusto del dissenso
l’avranno ormai perduto
e il festival giù in piazza
lascerà il paese muto
e pace nel silenzio, sì
questa è democrazia
ma il primo che lo nega voi
voi lo cacciate via
Io canterò politico
soltanto per la gente
che è pronta a riconoscere
di non capirci niente
Non è cambiando tattica
o il nome del padrone
che il popolo ha finito
d’esser preso per coglione
Volete stare comodi
nessuno a disturbarvi
Eh beh, siete serviti
potete masturbarvi.
Bruno Lauzi 1977