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Il Cristoforo Colombo senza taxi

Ma che bello !  Ottimo biglietto da visita per la Città !

Chissà se la notizia è nota alla due colonne amministrative del territorio.
Che iniziative pensano di adottare sia Lei (se di competenza) che Lui (anche là se di competenza).
E pensare che qualcuno aveva favoleggiato di un collegamento diretto Genova-New York.

Questo triste, opaco, abulico luogo merita di essere la capitale della latta perchè di più non può ambire.

Quindi abbiamo ragione !

2024 09 12 Liguria economia lidea di Cuniberti per uno sviluppo culturale ed economico di Genova dibattito TITOLO Il Secolo XIX

Evidentemente sì ! Abbiamo ragione a sostenere che i centri di ricerca sono attrattivi per uno sviluppo qualificato.
Sviluppo che fornisca ai nostri giovani le occasioni per realizzare le proprie ambizioni culturali e professionali.

L’abbiamo capito da tempo, tanto è vero che da parecchio in questo sito viene scritto che lo sviluppo di Genova, del Genovesato ed anche oltre dipende dalla localizzazione di centri di rice2024 09 12 Liguria economia lidea di Cuniberti per uno sviluppo culturale ed economico di Genova dibattito RITAGLIO 01 Il Secolo XIXrca.

Pertanto spontanea ci sorge una domanda.
Com’è che gli Amministratori locali non l’hanno ancora capito?

Come mai sono tanto attenti a programmare l’uso di preziose aree per farne mega parcheggi di TIR?
Perchè l’interesse per un forno elettrico a Cornigliano che è ancora, sfortuantamente, occupata da produzioni povere di sapere ed altrettanto povere di valore aggiunto
L’area ex-ILVA può, deve, essere liberata da una servitù estranea alle necessità del nostro territorio; nella pianura padana, nel Bresciano ci sono fonderie e stabilimenti per la lavorazione intensiva dei metalli. Viene ovvio pensare che un laminatoio per la produzione di banda stagnata abbia una più logica sistemazione in quelle zone.
Lo abbiamo già precisato più volte:  va salvaguardata una fonte di reddito per gli attuali dipendenti dell’ex-ILVA di Cornigliano e per loro gli Amministratori locali ed i Sindacati possono trovare le soluzioni idonee.

L’avvocato Matteo Daste dichiara che ci sono aziende ad alto contebuto di sapere disposte ad investire a Genova  e sostiene la necessità di incrementare la ricerca applicata (NdR: che è a valle di quella teorica). Allora, cari Amministratori  e cari candidati alle elezioni regionali datevi da fare e se non sapete da che parte girarvi per avere le necessarie informazioni potete rivolgervi con facilità al citato avvocato in quanto “ambasciatore di Genova nel mondo“.

 

Valorizzare la nostra Terra

Basta guardarLa dall’aereo quando si sta volando verso l’aeroporto Cristoforo Colombo; che si arrivi da levante o da ponente la nostra Terra è lì e si può abbracciarLa con lo sguardo.
Da lassù si capisce quanto sia bella e preziosa e per questo il logo dell’Associazione  “ A crinn-a di monti” la rappresenta con i confini d’oro, una pennellata verde per indicare la Liguria dei Monti ed una blu per indicare la Liguria di Mare

A crinn a di monti

Stretta e scoscesa verso Nord e verso Sud fa immediatamente capire che le attività per valorizzarLa ed arricchirLa vadano scelte con adeguato criterio e noi riteniamo che la selezione debba passare attraverso un semplice filtro : alta resa qualitativa per unità di superficie.
Per ottenere questo risultato occorre insediare attività a spiccato contenuto scientifico e tecnologico che necessita, ovviamente, di lavoratori della conoscenza di livello elevato.

Per esplicitare  il concetto è sufficiente fare il paragone tra l’Italsider di Cornigliano e l’Esaote di Sestri Ponente.
La prima ha avuto un grave impatto ambientale e sociale ed è estesa su una grandissima area con basso tasso di occupati  per unità di superficie, Esaote  ha un impatto ambientale  minino ed un rapporto occupati per unità di superficie nettamente superiore avendo, per di più, un’altissima concentrazione di lavoratori della conoscenza rispetto alla prima.
Proprio per come intendiamo le modalità di sviluppo della nostra Terra ci ha fatto molto piacere leggere quanto riportato in un articolo de “Il Secolo XIX” di mercoledì 3 maggio

Liguria e tecnologia 001

L’attività di studio e realizzazione di fili superconduttori svolta da Columbus Superconductors S.p.A.  a San Desiderio (Genova) e lo sviluppo, produzione, installazione e test di sistemi che sfruttano la superconduttività realizzate a La Spezia dalla ASG Superconductors S.p.A , nell’ex-stabilimento di lavatrici San Giorgio, dimostrano come l’alta tecnologia possa trovare spazio nella nostra Terra   coniugando ricchezza materiale e scientifica.

È la combinazione perfetta per un territorio orograficamente difficile che impone di essere utilizzato al meglio realizzando attività ad altissimo contenuto intellettuale, tecnologico ed economico : noi non abbiamo ampie pianure da sprecare con catene di montaggio a bassa densità di occupazione e limitato contenuto tecnologico.

Pertanto speriamo risulti chiaro a coloro che orientano e decidono le scelte per la nostra Terra quanto il trinomio ricerca-attività di elevata tecnologia-ricchezza debba essere la linea guida di costante indirizzo.

Il lavoro è un diritto.

Qualche tempo fa ho raccolto lo sfogo di un amico divorziato da alcuni anni e con due figlie.
Il nocciolo del suo problema sono i soldi ed il lavoro.
La ex-moglie non ha reddito e gli ha chiesto soldi che i giudici le hanno accordato, le figlie non riescono a trovare un lavoro “adatto a loro” (parole testuali del mio amico) lamentandosi che “il lavoro è un diritto”.
In questi casi l’unica possibilità di dare un po’ di sollievo all’interlocutore è lasciarlo parlare per consentirgli di sfogarsi ed attenuare, almeno temporaneamente, l’arrabbiatura, il disappunto e la tristezza.

Ripensando al diritto sostenuto dalle due fanciulle e memore delle ripetute affermazioni di svariati sindacalisti ho digitato su un motore di ricerca la frase “diritto al lavoro” e tra i primi rimandi è comparso niente po’-po’ di meno che il sito del governo italiano là dove riporta la costituzione italiana.

Art. 1- L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 4 – La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Può darsi che ci siano altri articoli che trattano l’argomento ma questi due mi sono bastati per cercar di capire come funziona la faccenda.

Allora, partendo dall’articolo 1, se la repubblica democratica è fondata sul lavoro significa, credo, che lavorare sia elemento pregante la sostanza della repubblica italiana. Vale a dire che chi lavora (avendone le capacità psico-fisiche) costituisce la sostanza della repubblica cioè è la repubblica.
Pertanto tutti coloro che potendo lavorare non si prendono la briga di fare alcunché non costituiscono la repubblica e sono fuori dall’organizzazione sociale.
Lo immagino già il lettore politicamente corretto di destra-centro-sinistra che salta sulla sedia disgustato osservando : ma come?  ed i disoccupati?
Proprio per neutralizzare immediatamente osservazioni del genere chiarisco che, per quanto ho scritto, è evidente che non considero fuori dall’organizzazione sociale chi rimane momentaneamente senza lavoro perché l’attività svolta è andata in difficoltà.
Momentaneamente … appunto e non i nullafacenti di professione che diventano chiedenti.

Articolo 4 : lo trovo badogliano, di un relativismo cristallino, un gioco di prestigio lessicale quasi divertente.
Il diritto del primo capoverso ( “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro …”) diventa un dovere in quello successivo (“Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, …”) se si ritiene che l’affermazione “… un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” indichi un lavoro (fisico od intellettuale).
Mi rimane un po’ oscuro il significato dell’affermazione bizantina “… secondo le proprie possibilità e la propria scelta …”.
E se uno scegliesse l’attività di giocoliere agli attraversamenti pedonali o la funzione di contemplatore come la mettiamo?
Concorre o non concorre “ … al progresso materiale o spirituale della società.” ?

Comunque il primo capoverso dell’articolo 1 chiarisce ogni dubbio: tutto l’ambaradan funziona se c’è qualcuno che lavora e la prova provata è l’amico divorziato.
Poiché lavora, cioè guadagna dei soldi, è stato costretto a versare moneta sonante alla moglie ed a mantenere le due figlie (tutte e tre nullafacenti con varie motivazioni).
Mi scappa da ridere pensando a come andrebbe la faccenda se lui piantasse lì di lavorare.
Lui magari potrebbe arrangiarsi ma come camperebbero le tre donne?
Magari sarebbero costrette a darsi da fare per mettere insieme il pranzo con le cena, pagarsi luce-gas-acqua, il vestitino, il rossetto ed il cellulare ultima generazione (che, mi ha detto l’amico, tutte e tre hanno ed usano senza risparmio).

Allora per chi è fatto un po’ così-così ed il lavoro lo vede come un impegno discutibile e non necessario la lamentela è il modo migliore per andare avanti, per ottenere un “reddito”.
Piangere miseria, chiedere cioè diventare petentes (participio presente del latino petere che italianizzato diventa : pezzente) costituisce un ottimo espediente per essere ascoltati dal politicante di turno che trova un tornaconto elettorale -quindi entro un orizzonte di breve periodo (1)– nel sostenere l’insostenibile, nel mediare (come dicono i politicanti), giacché ciò che si sostiene da solo non ha bisogno di essere perorato.

A questo punto mi si attorciglia il ragionamento.
Se “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita … ” andando a votare i propri rappresentati, i quali sono prevalentemente attenti ad ottenere il consenso, che possibilità hanno le persone che lavorano di vedere neutralizzati i pezzenti?
Proprio nessuna a meno di non trovare qualcuno che sostenga e realizzi il seguente principio : chi non lavora non mangi ! (principio enunciato sia da San Paolo che nella Costituzione dell’Unione Sovietica).

 

(1) “La politica democratica è strutturalmente vincolata a un orizzonte di breve periodo. La natura del sistema democratico spinge gli uomini politici ad occuparsi solo dei problemi che agitano il presente. Le altre grane, quelle che già si intravedono ma che ci arriveranno addosso solo domani o dopodomani non possono essere prese in considerazione. A differenza di ciò che fa la migliore medicina, la politica democratica non si occupa di prevenzione.”. da Angelo Panebianco

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