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La rumenta : Casella 58

Nel gioco dell’oca chi fosse “caduto” nella casella 58 (“lo scheletro”) doveva tornare a quella di partenza, partire da capo. Tutto da rifare

Forse qualche lettore ricorderà il progetto per realizzare a Scarpino un impianto TMB (Trattamento Meccanico biologico) che consiste nel trattare a freddo i rifiuti urbani indifferenziati, cioè il residuo della raccolta differenziata. Nulla è stato fatto perché le perizie propedeutiche avevano dimostrato che il terreno su cui sarebbe dovuto sorgete quell’mpianto era cedevole, non avrebbe retto il peso di quell’impianto: casella 58 !
Pertanto non è chiaro perché il Presidente della Regione abbia proposto quella sede che, per i citati rilievi, appare inutilizzabile.
Quindi la localizzazione, per quanto è dato sapere, appare assurda e consente di riproporre una soluzione già illustrata in questo sito: la sistemazione  ipogea dell’impianto.

L’immagine che vedete sulla destra illustra un impianto di depurazione delle acque.
La localizzazione ipogea di numerosi impianti è una soluzione diffusamente utilizzata in Scandinavia. Consente di ottenere due risultati importanti : la sicurezza nel controllo della struttura data la semplicità del monitoraggio degli accessi e una netta riduzione del logoramento degli impianti perchè protetti dall’aggressione degli agenti atmosferici.

Oltre alle due profittevoli caratteristiche generali sopra illustrate la localizzazione in ambiente ipogeo del termovalorizzatore  consentirebbe ulteriori vantaggi che la cartina sottostante (tratta da Google earth) evidenzia chiaramente.

L’area di Scarpino è a 560 metri sul ivello del mare. Per arrivare lassù i camion compattatori devono percorrere la via Militare di Borzoli a cui accedono tramite la galleria Batestu il cui imbocco è situato a circa 40 metri sul livello del mare : dislivello 520 metri.
520 metri  di dislivello, una strada Militare tortuosa e la forte pendenza comportano lunghi tempi di percorrenza, elevato consumo di carburante e logorio dei mezzi.
Se fosse attuata la soluzione ipogea l’impianto potrebbe essere situato a poche decine di metri sul livello sul mare (quindi con dislivello nullo) e conseguente  netto risparmio di tempo, combustibile e logoramento dei mezzi di conferimento. Risparmi che insieme al ridotto logorio dell’impianto accelererebbero l’ammortamento dei costi per realizzare la caverna.
La siluzione ipogea non è un’ipotesi irrealizzabile o avveniristica; come già scritto si tratta di una modalità adottata in Paesi la cui attenzione per il territorio, l’ambiente e l’ecologia è fuor di dubbio. Perchè non copiare? Cosa trattiene gli Amministratori? Di cosa hanno paura?

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