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Cornigliano: il religioso “fa il luddista”


Sua Eccellenza Reverendissima monsignor Marco Tasca, arcivescovo metropolita di Genova, è intervenuto pubblicamente sulla vicenda della chiusura temporanea dell’ex-Ilva di Cornigliano raccomandando che siano salvaguardati i posti di lavoro.
È comprensibile che nella Sua esternazione il religioso si sia ispirato a «Beati quelli che sono poveri di fronte a Dio: Dio dona loro il suo regno… »* ma non è il mantenimento di posti di lavoro poco qualificati che assicurerà un futuro promettente ai dipendenti interessati tantomeno ai loro figli e ai giovani in generale.
Con la dovuta reverenza mi permetto  di suggerire un obiettivo diverso : la salvaguardia dei lavoratori piuttosto che quella dei i posti di lavoro.
Già in altri articoli pubblicati su questo sito è stato evidenziato come la crisi in atto imponga di trovare siluzioni tali da consentire a quei dipendenti l’accesso ad altre collocazioni lavorative che permettano loro di  mantenere un reddito per adempiere alle necessità familiari. Riteniamo sia una quastione di dignità umana e sociale piuttosto che di ordine pubblico.
Le “vie di uscita” ci sono. Questa sede non è la più adatta per elencarle, farlo è competenza degli esperti.

Il luddismo è stato un movimento operaio nato in Gran Bretagna nei primi anni del 1800 con l’obiettivo di sabotare le macchine introdotte nelle industrie. In questo frangente nessuno propone di sabotare le macchine ma certi atteggiamenti, certe “parole d’ordine”, finiscono per sabotare una speranza, un obiettivo, che consenta agli attuali interessati di mantenere un ruolo e alle giovani generazioni di ambire a obiettivi di soddisfazione professionale, economica e culturale.

* dal Vangelo secondo Matteo 5:3-12 ICL00D (Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente)

S’i’ fosse foco, ardereï ‘l mondo …

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