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L’ultimo Natale dei Fieschi – la Mostra

Sabato 30 dicembre 2023 alle Lultimo Natale dei Fieschi 03 esternoore 15,30 a San Salvatore dei Fieschi nei suggestivi locali dell’antico Palazzo Comitale, oggi Museo, è stata inaugurata la Mostra “L’ultimo Natale dei Fieschi” che rimarrà aperta fino al 18 febbraio 2024.

Promossa dall’Istituto di Studi sui Conti di Lavagna – in collaborazione con il Comune di Cogorno ed alcune associazioni culturali – l’esposizione, curata dalla Prof.ssa Marina Cavana, prende spunto dall’ultimo Natale vissuto da Gian Luigi Fieschi il Giovane, prima del tragico epilogo della congiura fallita il 2 gennaio 1547, per proporre un viaggio nell’universo della grande famiglia genovese e nella sua supremazia perduta cinque secoli fa.

Immaginata non per chiudere il ricordo di fatti lontani in un orgoglioso isolazionismo ma al contrario per far partecipare il visitatore alla vita di una comunità storica complessa – parlante un linguaggio “dagli orizzonti aperti”,  come lo definisce il Prof. Daniele Calcagno nella sua chiusura al Catalogo – la Mostra lascia alle spalle le rotture ideologiche del passato (Fieschi vs Doria) e mobilita uno spazio culturale che non è lontano dalle configurazioni di una società del terzo millennio: solidarietà, ordinata convivenza e reciproco rispetto.Lultimo Natale dei Fieschi 06 esterno notte

Non per caso questo incrocio di motivi entra in dialogo con il discorso su bene comune, etica e politica sviluppato negli spettacolari volumi antichi che costituiscono il cuore dell’esposizione “L’ultimo Natale dei Fieschi” i quali rimandano alle tre nature che caratterizzano il libro: essere il riflesso di un pensiero, produrre materialità, corrispondere ad un investimento affettivo.
Tre nature che con la loro variabilità di usi e significati hanno permesso al genere libro di attraversare le epoche producendo informazioni e costruendo mondi che hanno fornito ai lettori elementi per riflettere su di sé, tentare un dialogo e trovare punti di convergenza con gli altri.

Riflettere su di sé, tentare un dialogo e trovare punti di convergenza con gli altri.
Esattamente quello che noi possiamo fare oggi misurandoci con i contenuti di questa Mostra.

 

18/01/2024 AGGIORNAMENTO

L’apertura della mostra sarà protratta
sino a Pasqua , cioè 31 marzo.

L’ultimo Natale dei Fieschi

              L’Associazione Repubblica di Genova invita per

sabato 30 dicembre alle ore 15:30

all’inaugurazione della mostra

L’ultimo Natale dei Fieschi 

allestita nel Museo dei Fieschi in San Salvatore dei Fieschi (Cogorno)

 

Politeia Zena ISCL Lultimo Natale dei Fieschi

La mostra sarà visitabile sino a domenica 18 febbraio

Bravo Sindaco Bucci !

Il Festival della Scienza di quest’anno deve affrontare il problema delle diminuite sponsorizzazioni: 100.000 euro in meno rispetto all’edizione dell’anno scorso.
Si ritiene che gli sponsors abbiano preferito puntare su l’Ocean Race e GenovaJeans perchè ritenute manifestazioni più attrattive ai fini pubblicitari.

Sulla questione è intervenuto il Sindaco Bucci che l’ha inquadrata dichiarando «Se ci sono meno sponsor privati vuol dire che bisogna far conoscere di più l’evento a questi ultimi, … » proseguendo con «Non c’è una legge che obbliga qualcuno a sponsorizzare, tantomeno un evento particolare.»

Per chiarire il concetto a chi non fosse stato pronto a coglierne la sostanza ha aggiunto «Se uno vende noccioline, faccio questo esempio, sponsorizza dove ci sono noccioline».

Perfetto, chiaro, inequivocabile Signor Sindaco!
ParafrasandoLa: se uno vende noccioline sponsorizzerà festival delle noccioline; se uno “vende” scienza sponsorizzerà festival della scienza; se uno “vende” containers e parcheggi per TIR sponsorizzerà …
…meglio lasciar perdere!

Ritornando all’Ocean Race ed a Genova Jeans la loro tendenza mi ha fatto pensare ad un celebre detto islandese: “Pisciarsi nelle scarpe“.
È un proverbio che chiarisce la breve durata di certi (apparenti) benefici.
Manifestazioni come quelle possono essere attrattive se reiterate con cadenza almeno biennale perché, altrimenti, vengono dimenticate. Inoltre producono benefici di breve durata che non possono influenzare gli sviluppi sul lungo periodo utili per cambiare il destino nella nostra Comunità.

Se Lei vuole lasciare un segno indelebile e positivo per Genova ed il Genovesato DEVE puntare sulle attività tecniche e scientifiche che fanno parte del patrimonio, del lavoro e della politica protagoniste per i prossimi decenni.
Ricordi: il materiale di cui sarà fatto l’avvenire non sono le cose ma la conoscenza.

FIOM-CGIL, FIM-CISL, UILM-UIL : grazie !

2023 10 05 ex ILVA Cornigliano sindacati propongono di rivedere laccordo di programma TITOLO Il Secolo XIX

Grazie perchè avete dimostrato di essere capaci ad immaginare un futuro diverso.
In questo sito sono stati pubblicati diversi interventi sull’area ex-ILVA, tutti improntati a proposte di sviluppo che offrano ai nostri giovani occasioni di lavoro economicamente e culturalmente interessanti tali da  gratificare le loro giuste ambizioni di progresso sociale cui farà seguito un concomitante miglioramento di cui si gioveranno Cornigliano, il Ponente e tutto il Genovesato.

Le vostre preoccupazioni volte ad assicurare occasioni di lavoro e di reddito per gli attuali occupati sono giuste e condivisibili. Non è difficile immaginare che un serio impegno delle Amministrazioni comunale e regionale renderà possibile trovare le soluzioni adatte. Ne va del benessere diffuso che un riutilizzo oculato e lungimirante delle aree in concessione creerà per i prossimi decenni.

Proporre agli operai ed ai tecnici un “salto nel buio” ha dimostrato il vostro coraggio e la determinazione ad orientare il futuro non solo per i figli degli attuali dipendenti ma anche per i tanti altri che dello S.C.I. di datata memoria avranno, forse, sentito parlarne dai loro padri e nonni.

A questo punto sarà indispensabile che le Amministrazioni facciano la loro parte mostrando la capacità -e la determinazione- di richiamare attività di ricerca e di produzione ad altissimo contenuto di sapere perché è il sapere che genera benefici sociali anche per coloro che non ne sono coinvolti direttamente.

Se le aree che saranno liberate in seguito alla revisione dell’accordo di programma fossero utilizzate per i containers e/o un megaparcheggio di tir la vostra iniziativa verrebbe vanificata e la colpa ricadrebbe solo su coloro che, avendone la possibilità, non avranno utilizzano un’occasione d’oro.
Ulteriori spazi dedicati ai traffici containers significa impoverire la comunità per la modesta ricaduta economica, l’utilizzo povero di spazio prezioso, la confusione e l’inquinamento creato da quel tipo di attività mentre la ricchezza vera -quella milionaria- prodotta dalla logistica finirebbe a Ginevra (MSC), Amburgo (Hapag Lloyd) e Singapore (PSA).

Zêna a l’ha za dæto !

Fate la guardia e l’Associazione Repubblica di Genova è pronta a ringhiare insieme a voi e, nel caso, a mordere.

Sindaco Bucci … petrolchimico….Cornigliano

2023 09 06 Petrolchimico Carmagnani a San Pier dArena Bucci non arretra TITOLO Il Secolo XIXIl Sindaco Bucci dimostra di essere persona volitiva ed amministratore determinato nonostante gli ostacoli che incontra nell’iter per il trasferimento dei depositi chimici (altrimenti detti “petrolchimico”) da Multedo a San Pier d’Arena.

Lui e la sua Giunta fanno quadrato  e non demordono di fronte alle proteste di molti Sampieradrenesi, alle osservazioni tecniche, all’avocazione della pratica V.I.A. da parte del Ministero dell’ambiente, ai ricorsi di operatori portuali ed alle proteste dei camalli.

Il Sindaco ha deciso di sensibilizzare il Ministero tanto che intende parlarne direttamente con Gilberto Pichetto Fratin per interessarlo alla pratica. In fondo «…si tratta di un adeguamento tecnico-funzionale», niente di più. Diàmine!

Avanti coraggiosamente con un’impressionante spinta al fare quasi ci fossero motivazioni “intime” al di là di quelle ufficiali.
Ce ne fossero di sindaci così impegnati a mantenere traffici commerciali per non far perdere ricchezza alla città amministrata e, soprattutto, ai diretti interessati!

Peccato, e c’è da rammaricarsene profondamente, che non dimostri altrettanta costanza, determinazione ed interventismo per realizzare un progetto di progresso che risarcisca Cornigliano di quanto sofferto in oltre 50 anni di “schiavitù” siderurgica.
Lì, nella grandissima e preziosa area dell’ex-ILVA, Bucci ha la possibilità di concretizzare una “rivoluzione” concettuale che trasformi radicalmente il futuro di Cornigliano, del Ponente e di Genova.
Lì, insediandovi centri di ricerca e di produzioni ad altissimo valore aggiunto, c’è la chiave per aprire un futuro ricco di occasioni per i nostri giovani, per fornire loro la possibilità di arricchimento culturale, professionale, economico. Per frenarne l’esodo ed incentivare il ritorno di coloro che hanno scelto di costruire altrove il loro futuro.

Il Sindaco non ci pensa? Si limita a disquisire sull’andamento demografico basandosi sulle utenze dei cellulari quasi fosse la prova regina per esorcizzare il decremento della popolazione, in particolare dei giovani?

Perché tanto impegno nel difendere depositi di toluene, xilene, altri aromatici, acetati, chetoni, alifatici, alcoli, ftalati, glicoli che non rappresentano alcun decisivo valore aggiunto per la comunità?

Ha mai manifestato altrettanta attenzione al miglioramento delle condizioni logistiche per attività tecnologiche di prestigio che troverebbero ulteriore spunto di espansione nella competizione internazionale? Perché non segue il filo, non quello di Arianna ma quello della superconduttività ?

Cosa la distoglie? Intime considerazioni filosofiche o considerazioni di altro tipo? Un Sindaco così determinato e coraggioso perchè non ci rende edotti? Perchè?
Vien da pensare…..

8 settembre 1943 !

80 anni fa.

Badoglio leggeva alla radio il comunicato che annunciava la resa agli Alleati.

Con significativo senso di “responsabilità” lui, gli alti papaveri e savoia vittorio emanuele ferdinando maria gennaro 3°, appellato re soldato, imperatore d’Etiopia, primo maresciallo dell’impero nonchè re d’Albania si davano alla vergognosa fuga di fronte al nemico, diventato amico.

Nel film “Tutti a casa” Alberto Sordi ha magistralmente interpretato lo stato d’animo dei militari abbandonati senza alcuna direttiva e lasciati allo sbando da quello che veniva considerato il comandante supremo dlle forze armate e soprannominato re sciaboletta.

Condominio sgangherato.

L’evento di cui riferisce l’articolo dal titolo sottostante dà un’idea complessiva ma precisa di come vadano le cose nella penisola italiana “grazie” ai legislatori di tutti i tempi, di tutti i partiti e di tutti i governi.2023 08 22 migratori teppismo Ventimiglia africano insanguinato afferra bimba di un anno titolo Il Secolo XIXChe l’aggressione sia stata compiuta da ‘n möo non è dirimente perchè di delinquenza si sarebbe trattato anche  se o foise stæto ‘n gianco o ‘n giâno (per chi non parla Genovese : se fosse stato un bianco od un giallo).

Forse la responsabilità non è esclusiva dei succitati legislatori constatato che i giudici della Corte di cassazione hanno dato regione a chi sosteneva che il termine “clandestino” risulta  “molestia discriminatoria” anche se il non-più-clandestino -ex lege- è en2023 08 19 migratori Cassazione vietato chiamare clandestini gli illegali ritaglio Il Secolo XIXtrato nella repubblica italiana “senza documenti o per vie illegali“.

Allora se la Giustizia, insieme alla Scuola, è un pilastro su cui si regge una comunità e quel pilastro appare plastico secondo le situazioni come fa una società a reggersi?

Non sono esperto, nemmeno un poco, di giurisprudenza ma per il Vocabolario Treccani clandestino signica “Che è fatto di nascosto, e si dice per lo più di cose fatte senza l’approvazione o contro il divieto delle autorità” quindi in modo illegale!

Non fidandomi di una solclandestino da Il dizionario della lingua italiana di Devoto ed Oli seconda ristampa aprile 1996a fonte mi sono rivolto al vecchio “Il dizionario della lingua italiana di Devoto ed Oli-seconda ristampa aprile 1996” che -perbacco!- fornisce una spiegazione in cui è evidente che “senza l’approvazione dell’autorità” si configura la clandestinità.

Allora come la mettiamo?
Cosa accadrà a quel signor aggressore (magari richiedente asilo)? Suppongo poco o nulla, infondo non ha fatto male a nessuno e la bambina si è forse spaventata un pochino ma, d’altra parte, la visione del sangue spaventa molti.

Che condominio !
Prima tutto era coerente con la visione catto-comunista buonista ed accogliente ma ora che governano i destri cosa è cambiato?

Italianamente il sindaco di Ventimiglia afferma che la situazione si è creata per «Colpa dei respingimenti francesi» non mostrando alcun dubbio che -invece- la colpa sia degli accoglimenti italiani!

Badoglio….

I Liguri Etnogenesi di un popolo

I Liguri Etnogenesi di un PopoloLa recensione di “I Liguri – Etnogenesi di un popolo” riguarda l’edizione del 1999 edita da ECIG; pagine 300.

L’Autore –Renato Del Ponte- era una persona disponibile, semplice, gentile, che ho avuto la fortuna di  conoscere e  successivamente portare a presentare il libro sui Liguri  in una trasmissione radio tanti anni fa’. Una conoscenza che porto nel cuore  soprattutto perché ha parlato di un popolo dimenticato: I Liguri. Dimenticato dalle istituzioni scolastiche, dai programmi e pubblicazioni che si occupano di divulgazione storica e in parte anche dalla rete. Da Ligure mi sembra doveroso parlarne!

L’Autore intraprende uno studio complessivo sui Liguri iniziando  dall’esigenza di riscoperta e dalla necessità “del cuore” dell uomo: le Radici trascurate da tanto tempo e scevra da possibili legami etnici, trattando il tema attraverso le fonti: storico- classiche, archeologiche, antropologiche, non solo ma avvalendosi dello studio della genetica ed in particolare lil lavoro di Cavalli-Sforza; un modo innovativo di fare ricerca.  Dobbiamo tenere  conto di come la genetica abbia intrapreso passi da gigante  negli ultimi anni ma resta davvero una bella sfida la sua. Forse con il senno dell’oggi  avrei posto al Professore qualche domanda sull’utilizzo della  critica delle fonti  usate nel libro, ma questo non sminuisce il suo lavoro anzi  la critica serve sempre per migliorare il lavoro svolto. Il libro tratta un periodo che va dal paleolitico medio sino alla conquista romana delle popolazioni Liguri antiche.  Il libro  è leggibile, non è un ” mattone”!  A mio avviso il pregio maggiore  è parlare di quelle Genti che si riunivano nei “santuari”, luoghi spirituali (il monte Bego, il Beigua) presenti ancora oggi dove gli antichi  abitanti della Liguria  si recavano per pregare le loro divinità.Quando penso alla Liguria penso al mare, ai monti e non posso  non   pensare ai sui monti/”santuari” antichi ed a coloro che vi si recavano a piedi in situazioni  tecnologiche e sociali molto diverse dalle nostre!

Clandestini, razzismo, manodopera

Premesse:
1- i Genovesi non hanno preconcetti perché, abituati ad essere stranieri nel Mondo, frequentano le comunità che li ospitano, ne osservano i modi di fare ed elaborano le relative considerazioni. Quindi i Genovesi hanno post-concetti.
2- per essere Genovesi non è necessario nascere nelle nostre Terre (ius soli) o nascere da Genovesi (ius sanguinis); si diventa Genovesi se si vuole bene a queste Terre (ius fidelitatis). Sia sufficiente ricordare la vicenda della famiglia Durazzo (1) (2).
3- chiunque può risiedere nelle nostre Terre purché si attenga ad un duplice obbligo: louâ e no ronpî o belin (tradotto : lavorare e comportarsi correttamente).
4– il lavoro è un dovere: migliora l’individuo e la comunità di appartenenza.
Il lavoro rende liberi : concetto indiscutibilmente corretto (anche se in passato é stato utilizzato in modo improprio). San Paolo si rivolse ai cristiani di Tessalonica dicendo : chi non vuole lavorare, neppure mangi! Analogo principio è stato esposto nell’articolo 12 della Costituzione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (sintetizzando in modo non elegantissimo: ce n’è per i preti e per i mangiapreti).
5- il foresto è come il sale : un pizzico rende la pietanza saporita, troppo la rovina.

Veniamo al dunque:
serve forza lavoro ed il governo Meloni prevede l’entrata (regolarizzata) di 452.000 forestieri in 3 anni (tra il 2023 ed il 2025) a fronte di un fabbisogno rilevato (da chi?) di 833.000 unità.
I coltivatori e le categorie produttive plaudono la decisione.
Questa decisione e queste condivisioni suscitano alcune perplessità.
– La prima : quel che si dice dall’opposizione si dimentica giunti al Governo, specularmente ciò che non è stato fatto quando si era al Governo viene reclamato sedendo all’opposizione. In sostanza è il gioco delle parti che bada all’interesse di breve termine piuttosto che ad una programmazione di lungo respiro.
– La seconda : se il fabbisogno rilevato è di 833.000 unità ed i NEET della penisola italiana sono più del doppio perché non “invitarli” a lavorare salvaguardando così -secondo FdI- l’italianità ed evitando la sostituzione etnica? La revisione dei criteri per accedere al reddito di cittadinanza è già un passo; nel caso fosse necessaria un ulteriore spinta promozionale gli esperti potranno suggerire le forme più apprpriate.
– La terza : l’avvio al lavoro dei NEET consentirebbe -inoltre- di far acquisire il concetto di lavoro come dovere e non come diritto perché se si può rinunciare ai diritti non è ammesso eludere i doveri (punto 4  delle premesse).
– La quarta : la necessità di importare abbondante manodopera a costi contenuti per andare incontro alle richieste degli industriali ha già dato prova di sé negli anni del boom economico quando, invece di industrializzare il meridione, i decisori -palesi ed occulti- hanno indotto un’immigrazione massiccia e “forzata” di meridionali per consentire ai nordici industriali di sviluppare i loro affari privatizzando i guadagni e scaricando sulle comunità tutti i problemi, le incomprensioni, gli attriti che riverberano ancora oggi.

P.S. immagino già un’obiezione : tra il 2015 e il 2016 la Germania ha accolto circa 1,2 milioni di siriani chiedenti asilo.
Indiscutibile, ma il problema è che in Germania ci abitano i Tedeschi e l’organizzazione sociale, l’etica comune, il rispetto delle regole fa sì che il forestiero tenda “automaticamente” a conformarvisi.
Nella penisola italiana già gli autoctoni approcciano le regole in modalità “personalizzata”, figurarsi cosa possono pensare e, di conseguenza, comportarsi gli alloctoni.

Autonomia differenziata

Si sono dimessi 4, dei 62, membri del comitato tecnico incaricato di elaborare i parametri per scrivere il d.d.l. sull’autonomia differenziata di cui il Ministro Roberto Calderoli è l’ispiratore.

Il Senatore  Francesco Boccia -presidente del gruppo PD- parla di “pietra tombale sul ddl Calderoli” sostenendo che “demolisce lo scheletro di quel progetto di riforma dimostrando che l’autonomia differenziata è solo una bandierina propagandistica del Carroccio che non ha possibilità di essere realizzata se non a costi che il Paese non si può permettere, pena l’ulteriore accentuazione delle diseguaglianze territoriali“.

Non ho conoscenza della situazione per poter dire se abbia ragione il Senatore od il Ministro (che intende proseguire il lavoro intrapreso) ma mi pare di poter esprimere una considerazione super partes.

Il progetto del Ministro viene considerato, da alcuni, a rischio di incostituzionalità e foriero di un’ulteriore accentuazione delle diseguaglianze territoriali.
Orbene la considerazione sull’ulteriore accentuazione delle diseguaglianze territoriali é l’implicita conferma -né potrebbe essere il contrario- delle già esistenti diseguaglianze createsi nei decenni senza che alcuno abbia assunto l’iniziativa di denunciarne l’incostituzionalità.
Com’è ‘sta cosa?

Le diseguaglianze “a.C.n.“. (in questo caso “C” sta per “Calderolum”) sono/erano costituzionali e quelle “p.C.n.” invece no?

C’è qualcuno tra Onorevoli, Senatori, Ministri (attuali e passati) e sempreverdi Maître à penser che abbia mai gridato -prima d’ora-  all’incostituzionalità per le diseguaglianze territoriali in atto?
Tra loro c’è chi abbia analizzato le cause (eventuali omissioni, sprechi, inadempienze ed altre più “colorite” ipotesi) denunciandole nelle sedi opportune?

Forse è il gioco delle parti perché -intanto- tutto va bene, madama la marchesa.

Una comunità funziona bene se ci sono omogeneità d’intenti e condivisione di obiettivi, idee, modi di pensare ed agire. Vale a dire : un’etica comune !

Massimo d’Azeglio ci aveva visto lungo: fatta l’italia bisogna fare gli italiani.

Ma se non ci sono riusciti in 162 anni ….