Belle le nuove aiuole! Non dimentichiamo che sotto c'è il "riottoso" Feritor

Ecco, son tornati i “Giardini” . . .
Fino ad un certo punto c'è sempre stata "grande attenzione" e Genova era ancora "superbamente Genovese”, bella ed anche di più!
Auguriamoci dunque un improbabile ritorno ma, "a và zà bén coscì"!
Se fá coscì pe dî ma visto che al peggio pare non esservi limite, allora però, tanto per non dimenticare i "cultori del bello", ricordiamoli il Levantese Domenico Viviani, l'Orto Botanico, le Ville e i Giardini di Genova quando i giardinieri erano quei "contadini" che arrivavano dalla Valbisagno, dalla Valpolcevera, dalla Valle Scrivia e dalla Valtrebbia ed erano "Òmmi che quello che ti ghe divi de fâ o savéivan fâ e o faxéivan ben".
E lo facevano da Nervi a Voltri, che addobbavano con piante che nascevano ed erano tenute a dimora nello storico "Orto Botanico di Genova" di più antica nascita ma voluto, fondato e diretto appunto dal levantese Domenico Viviani all'inizio del 1800 e del quale mi pare di non aver sentito più parlare . . .
Questa è la Genova che ricordo, quella dei Genovesi e di quelle "cose" di una bellezza rara, straordinaria e non solo, posto che sono tuttora "memoria" e, ad esempio, quei bellissimi viali che dalla Stazione Brignole raggiungono "a Fóxe" ed il mare, sono dedicati alle Brigate dei Partigiani che riconquistarono la città al nemico oppressore ma . . . "se fá cóscì pe dî". . .

Una nota sul Bezàgno, Feritor Fluvius degradato a Torrente Bisagno che passa lì sotto! Non si può non ricordare che per “tombarlo”, quando negli anni trenta del secolo scorso si decisero i lavori la sua portata, che secondo dati storici nel 1907 fu individuata in 1200 metri/cubi/al secondo (gli ultimi dati ci parlano addirittura di 1300 mcs), fu sottostimata e degradata a circa 600 mcs . . .
E no, non ci volle molto a capire che quel dato non era corretto se la discesa del “Bargàggin" (ma chi sa più che cos’è . . .) ha allagato il fondovalle devastandolo già negli anni 1945, 1948 e 1953.
Per non dire poi dei tanti torrentelli e rivi "tombati" con la complicità dell’esagerato elevato urbano che ha coinvolto tutta la Città Metropolitana dalle colline al fondo valle. Ed ecco i tanti eventi catastrofali che dagli anni 70 in poi hanno portato nelle cronache tanti corsi d'acqua minori tra i quali il noto e riottoso Fêuxàn, Felexano, Falesiano, Faresiano, Faregiano.
Anche qui auguriamoci che le nuove opere ne abbiano tenuto conto e che siano state fatte bene almeno come la foto pubblicata da Annamaria Scotto; Genova, contro il degrado..

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