Referendum costituzionale italiano

Mi ero deciso di non andare a votare convinto che il funzionamento della repubblica italiana non cambierà che vinca il sì oppure il no.
Oltre a questa considerazione mi sono ritrovato più volte a pensare di votare no vedendo ed ascoltando i sostenitori del sì e, di converso, provare un gran desiderio di votare sì vedendo ed ascoltando i sostenitori del no. Ragion per cui mi ero ulteriormente persuaso di starmene a casa: le dispute italiane sono perfettamente sterili.

Ho cambiato idea oggi leggendo un articolo : “ … Blackrock teme il No al Referendum Costituzionale italiano.”.
È segno evidente che la questione non è solamente italiana ma tassello di un puzzle finanziario mondiale i cui architetti dirigono come marionette coloro che sono fuori dal loro giro.
Blackrock ha grandissimi interessi economici nella penisola italiana e si può immaginare perchè la vittoria del no complicherebbe i suoi  piani egemonici tanto più che è " ... il più grande fondo del mondo ..." il cui Presidente è Robert Kapito ed Amministratore Delegato Larry Fink .
Anche “ … JpMorgan [è] dietro alla riforma …” e questo la dice lunga considerato che le banche di affari, se non sbaglio, sono state le responsabili della bolla finanziaria che ha generato la crisi economica ormai in corso da molti anni.

A questo punto poichè i sostenitori sovranazionali del sì appartengono al gruppo di coloro che decidono le sorti del mondo e per favorire un mercato unico, a loro congeniale, vogliono creare le condizioni  per  realizzare un consumatore omogeneo ed appiattito non mi resta che votare : NO.

La biologia insegna che la diversità consente di superare situazioni avverse  permettendo la sopravvivenza.
Per questo a noi, "fuorilegge" della foresta di Sherwood, piace un modo fatto di tante genti con culture diverse e ben radicate.

Commenti (0) Visualizzazioni: 316

Governo di irresponsabili ?

In relazione a molti commenti circa il bail in e trucchi similari sorgono alcuni dubbi:

-Come fa il Governo italiano a recepire le nuove direttive europee in netto contrasto con l’Art.47 della Costituzione, tanto decantata in molte occasioni e dimenticata in altre?
L'articolo recita testualmente:
“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione,alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto ed indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.”

-Come mai, a parte alcune critiche ben esposte da pochi addetti ai lavori, c’è silenzio assoluto da parte dei cosiddetti costituzionalisti che razzolano nella greppia governativa e per continuare ad avere consulenze ben remunerate ben si guardano di discutere pubblicamente in modo che la gente sia informata e possa fare le proprie riflessioni?

Da notare inoltre che anche se qualcuno ha definito la nostra Costituzione la più bella del mondo,come se si trattasse di un concorso di bellezza, nessuno si è accorto che in alcuni punti favorisce in modo esagerato i privilegi di alcuni pochi a scapito di tanti altri rendendo prigionieri i vari governi che non potranno effettuare riforme radicali (per esempio la riduzione delle pensioni d’oro e burocrazia), ammesso che vogliano farle.
Ovviamente le riflessioni vanno estese anche alla casa, sempre più tassata, eludendo le necessità primarie di molti italiani. La scadente classe politica attuale e precedente non ha mai riflettuto un attimo che il concetto di casa è strettamente collegato alla vita quotidiana di ogni cittadino ed alla famiglia.

E potremmo andare avanti ancora ma lasciamo le riflessioni ai lettori.

Commenti (0) Visualizzazioni: 389

La cattiva coscienza e la notte di S. Silvestro

Dopo i fatti della notte di S. Silvestro a Colonia, quale che ne sia l'origine - movimento organizzato di “islamisti” o raid improvvisato di sbandati - è giunto veramente il momento di interrogarsi seriamente sulla natura dell'immigrazione di radice islamica e, soprattutto, sul suo sbocco.
Perché, tralasciando le questioni strettamente riguardanti il lato giudiziario, per commentare le quali mancano competenza e dati certi, sul versante della cattiva salute del rapporto culturale esistente fra immigrati ed europei qualcosa da dire c'è.
Soprattutto, sul modo con il quale l'insieme del contesto europeo si rappresenta verso queste comunità provenienti da mondi diversi e sul modo con il quale queste società in marcia interpretano il messaggio ricevuto.

Analizzando la programmazione televisiva, la pubblicistica cartacea, la comunicazione on-line, la società europea attuale appare come una instancabile mostra di beni materiali e di generosità corporee - che con i santi monaci, avrebbe fatto arrossire anche le più incallite matriarche dell'antica Roma – al cui interno tutta la rete di interazioni è incentrata sulla effettiva possibilità di possesso di cotanti beni; basta appropriarsene.
In tutti i possibili modi, compreso quello che interiormente uno sente più adeguato.
Questa percezione corrisponde ad una certa parte della realtà ma non è certo l'equivalente di quest'ultima. Ogni cittadino europeo sa benissimo che disponibilità di beni e possibilità di appropriarsene sono due aspetti soggetti al limite del diritto economico (prezzo, lavoro, produzione) per i beni materiali e dei diritti fondamentali (libertà di scelta, equità, reciprocità, solidarietà) per i rapporti personali.
In tal senso è la libertà di azione altrui la condizione selettiva che regola ogni aspetto della vita economica e sociale. Ma per chi proviene da società fortemente gerarchicizzate - dove i diritti ed i bisogni delle persone sono intesi e percepiti come limitati e gli esseri umani divisi in categorie - la lettura sopra esposta è difficilmente afferrabile e determinabile, per cui l'interessato tenderà a rifarsi ai valori ed alle consuetudini della sua cultura di origine. Così, trovandosi di fronte ad una moltitudine di donne che festeggiano in piazza, potrà capitare che il suo pensiero di islamico, che vuole la donna, nella sua versione carnale, “discepola del diavolo”, si salderà al senso deformato dell'esibizionismo commerciale comunicatogli anzitempo dell'Europa medesima.
I miti sono pensieri incarnati, non possono essere separati dall'esperienza vissuta, a cui forniscono un senso.
Se ti presenti come un supermarket, dove si può prendere di tutto senza pagare e sei un vincente solo se lo fai, ogni regola ed ogni tentativo di interpretarla si svuoterà di sostanza.
Per cui, trattando in questo caso dell'approccio con Genti dalla civiltà differente da quella europea, non sarebbe male se chi si interessa dell'immigrazione smettesse di agire secondo i principi disastrosi della “cattiva coscienza” - nella quale come Occidentali si ha la responsabilità morale dei danni del passato colonialismo - per cominciare ad agire secondo i valori, le norme, le collettività ed i ruoli che determinano lo status di appartenenza alla comunità europea. Cominciando con non l'abbandonare a sé stessi gli immigrati subito dopo lo sbarco ma, al contrario, costruendo strutture e reti di interazione estese in profondità tali da permettere alle due realtà sociali di entrare in contatto fra di loro, in modo che chi viene da fuori abbia come modello imprescindibile le strutture costitutive del paese ricevente. A cominciare dalla lingua.

E' un lavoro lungo e difficile ma credo necessario per la formazione ed il consolidamento di un modello integrativo sensato.
E proprio perché si tratta di un lavoro complesso per renderne meno incerta la riuscita è necessario concentrare lo sforzo su numeri limitati di immigrati tale da evitare che la pletora ne infici il positivo decorso e consenta di verificare i risultati per non dar luogo al formarsi di un campo di incertezza che diventerebbe ingestibile .

Commenti (0) Visualizzazioni: 447

Haute couture

Che ognuno tiri l’acqua al suo mulino ci può stare ma un minimo di coerenza sarebbe gradito.
C’è poco da fare: l’haute couture va bene se il sarto sono io e chi non si allinea è antidemocratico.

Il Fatto Quotidiano.it ha pubblicato un articolo sul Club Bilderberg che ho trovato curioso.

Diego Fusaro, filosofo, cita con spirito di condanna una dichiarazione fatta durante una riunione di quel club da David Rockefeller nel giugno del 1991 secondo cui “… una sovranità sovranazionale esercitata da una èlite intellettuale e da banchieri mondiali è senza dubbio da preferirsi senza esitazioni alla tradizionale autodeterminazione delle nazioni.”.
Il filosofo ci informa anche che “… L’obiettivo ultimo consiste nell’instaurazione di un governo unico mondiale con un solo mercato planetario, ove non sopravvivano identità e culture plurali, l’umanità sia dissolta in atomi di consumo privi di radici e di progettualità, nella forma di un’immensa plebe precarizzata e asservita.”.

Trovo veramente curioso che l’autore -verosimilmente di sinistra visto la testata su cui ha pubblicato- stigmatizzi l’obbietto di eliminare l’autodeterminazione delle nazioni, le identità e culture temendo un’umanità senza radici quando proprio quella parte politica è favorevole all’eliminazione dei confini ed al Melting pot, cioè un mescolamento genetico e culturale per arrivare ad una razza indistinta senza più identità.

In sostanza : se la soppressione delle razze , delle culture particolari e delle piccole entità territoriali le predicano i sinistri va tutto bene ma guai se ad illustrare analoghi obbiettivi sono “gli altri”. Vengono subito bollati come antidemocratici, revisionisti e razzisti.

Un banale esempio del loro riflesso condizionato?

Tempo fa, all’entrata nel Comune di Genova, era stato installato un cartello con la scritta “Zena”.
Il vicesindaco di allora, Montaldo Claudio (che ha fedelmente seguito tutte le trasformazioni dal P.C.I. al PD), ne aveva imposto la rimozione con la scusa che non era conforme alle leggi.
Nessun sinistro obiettò, in quel caso il simbolo di una cultura non andava bene.
Tutto estremamente incoerente; d’altra parte il doppiopesismo è particolarmente radicato a sinistra ...
... e questo spiega i loro atteggiamenti contraddittori.

Ma se ne accorgono?
Direi di no.

Commenti (0) Visualizzazioni: 438

Timeo Danaos et dona ferentes

Il pericolo dell’uscita della Grecia dall’euro è stato scongiurato.
Siamo a cavallo! ...di un somaro?

Intanto il somaro potrei essere io perché scrivo senza essere economista né avendo accesso a fonti attendibili. Mi documento leggendo ed ascoltando quando dicono giornalisti, opinionisti e politicanti e ne traggo deduzioni personali e semplici (semplicistiche?) pur tenendo sempre presente che quanto pubblicato e/o dichiarato può essere frutto di disinformazione utilizzata per condizionare i pareri della gente comune come me.
Fatto sta che, se non ho capito male, i Greci non hanno rimborsato 1 o 2 rate di prestiti precedenti ma ieri, all'Eurosummit, Frau Merkel ha annunciato il terzo intervento finanziario a favore della Grecia che ammonta a 82-86 miliardi in tre anni di cui 24 miliardi per il sistema bancario.
Posso capire che si tratti di un tentativo per non perdere tutti i crediti ma l’inveterata attitudine greca a lavorare “artisticamente” sui conti non so quale garanzia possa fornire ai contribuenti europei di vedere restituiti i soldi prestati?
Finiremo col perdere frutto e capitale?
Se “Dopo quasi nove ore di discussioni infruttuose, sabato [11 luglio] la maggioranza dei ministri delle Finanze dell’Eurozona è giunta a una conclusione: Grexit è la meno peggiore delle opzioni rimaste. …”  e  “Il momento in cui la Grecia è più vicina a lasciare l’Eurozona è lunedì [13 luglio] mattina alle 6 …”   cosa è mai successo di così miracoloso perché i governanti europei, arbitri indiscutibili dei nostri soldi, cambiassero completamente opinioni decidendo di prestare altri denari ai Greci ?
I Greci sono cambiati improvvisamente oppure sono altri soldi (nostri) che vengono gettati al vento?

Con la premessa delle dichiarazioni riportate ho avuto la sensazione del tracollo psichico ed economico leggendo quanto detto dal Papa durante il viaggio di ritorno dal Sud America «Mi auguro che trovino una strada per risolvere il problema greco e anche una strada di sorveglianza perche altri Paesi non cadano nello steso problema».
È vero che non si tratta di affermazione ex cathedra ma è altrettanto vero che per l'autorità che rappresenta non può neppure fare affermazioni azzardate od infondate su qualsiasi argomento.
Perché quell'augurio? Quali notizie conosce?

Qui l'augurio dobbiamo farcelo da soli, l'augurio di non perdere altri soldi.
Ma i dubbi sul recupero sono molto forti e me lo ha confermato un servizio trasmesso oggi nell'edizione delle 13,30 da "TGLA7" che è possibile rivedere andando a http://www.la7.it/rivedila7 e cliccando su " Edizione delle 13.30 - 14/07/2015 ".
Il servizio inizia precisando che la quota a carico dei contribuenti della repubblica italiana ammonta al 18% circa degli 86 miliardi vale a dire 15,5 miliardi che divisi tra i circa 60 milioni di abitanti (neonati compresi) fanno 258 euro a testa. Tolti neonati,  esentasse a vario titolo e pezzenti l'importo a carico dei contribuenti sarà notevolmente superiore ai 258 euro.
Dopo questo incipit segue un crescendo rossiniano di devastanti considerazioni.
Suggerendo l'ipotesi che il "prestito" degli italiani ai greci potrebbe in prospettiva essere un fruttuoso precedente perché “ … del resto tra qualche anno luce potrebbe succedere anche a noi, non si sa mai, allora quel che ora si dà poi torna. " il giornalista prosegue dicendo che "La Grecia però ci è già costata molto, soldi che probabilmente, invece, non torneranno mai. Mai tutti, almeno. Il ministero dell’economia ha riferito ufficialmente di una esposizione da circa 36 miliardi di euro. In verità, secondo alcuni analisti, alla cifra andrebbe aggiunto il prestito bilaterale del 2011 per circa 10 miliardi di aiuti concessi tramite la Banca Centrale Europea di cui l’Italia è la terza azionista.” “… la parcella, tutto compreso, cresce allora considerevolmente fino ad oltre 60 miliardi di euro.
E comunque qualche dubbio sulla determinazione dei greci ad onorare i debiti pare possa essere avanzata visto che "... la Grecia, oltre ad aver saltato la prima rata con il Fondo da oltre 300 milioni oggi non ha pagato nemmeno la seconda da oltre 400 ...".

Caro lettore, a questo punto probabilmente sarà un po' preoccupato.
Ma nooooo, non c'è motivo perché dopo il servizio la giornalista riferisce che il portavoce del Dr. Padoan Pier Carlo, attuale ministro dell'economia e delle finanze, ha dichiarato che l'eventuale finanziamento alla Grecia non comporta alcun esborso per quanto riguarda l'italia.

Detta così significa che i contribuenti sono in una botte di ferro

... piena di m.r.a!

Commenti (3) Visualizzazioni: 859

Commenti recenti

  • Grazie per i vostri commenti. @ Berto La previsione sul 2019 è davvero preoccupante ma, purtroppo, deve essere nota a poche persone se non se ne parla come sarebbe il caso di fare. Oppure non se ne parla deliberatamente per non suscitare una rivolta, sempre che gli italiani ne abbiano lo spirito per...
    Mi piace 0
  • Ospite (Marco)

    Non ho mai capito bene questa storia della Grecia. Il mio consulente bancario dice che se la Grecia fosse situata altrove sarebbe già fallita, ma invece si trova in una zona strategicamente molto rilevante per gli interessi occidentali e degli U.S.A in particolare. Non so se i greci siano davvero co...
    Mi piace 0
  • Ospite (Berto)

    Un sacco di belle domande. Ad un paio risponderei così: Cos'è successo di così miracoloso ? Niente, solo che se fosse saltata la Grecia sarebbe saltato pure l'Euro I Greci sono cambiati? No. Sono gli stessi di sempre; inaffidabili ed inefficaci. Del resto, prima o poi, qualcuno dovrà spiegare c...
    Mi piace 0
Visualizza altri commenti
-----------------------------

Quota annuale Iscrizione
SOCIO ARGe

©2017 Associazione Repubblica di GENOVA | privacy policy | realizzazione ilpigiamadelgatto