Qui una raccolta di articoli sul mondo del lavoro nella nostra Terra.

 

Noi, partigiane di Cornigliano

2022 03 07 Noi partigiane di Cornigliano Il Secolo XIX

Il Secolo XIX di oggi ha pubblicato un articolo sull'intitolazione di un giardino di Cornigliano alle donne che manifestarono contro l'acciaieria.
Vinsero quella lotta ma il risultato deve ancora trovare il succeso completo.
Gia quaranta anni fa quelle donne avevano intuito ed indicato l'obbiettivo per lo sviluppo :

"più lavori, più vita, più conoscenze"

Allora solo qualche tecnico poteva ipotizzare gli svuluppi culturali e tecnologici che sono avvenuti ma  oggi le possibilità a portata di mano dovrebbero essere chiare a chiunque.

Cosa aspetta chi di dovere a proporre una "rivoluzione" culturale ed ambientale che porti ricerca e lavoro per un benessere sociale diffuso?

Gli spazi per realizzare un Eden che compensi Cornigliano per la servitù patita sono lì, 1.000.000 di metri quadrati a portata di mano.
L'"Accordo di programma" sottoscritto nel 1999 non è una legge scolpita sulla pieta ed immutabile; ciò che allora -per vari motivi- non era immaginabile o proponibile può e deve essere modificato.

La salvaguardia  degli attuali dipendenti è irrinunciabile ma ci sono le possibilità per mantenere loro il lavoro tramite corsi di riqualificazione od impiego in altre mansioni.

Il nuovo, facilmente immaginabile pensando alle attività di elevatissima qualità già presenti come l'IIT, è l'occasione per offrire ai giovani l'opportunità di lavoro qualificato, per invogliarli a rimanere nel territorio, per arricchire culturalmente, economicamente e socialmente Cornigliano e tutta Genova.

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“Tracce per il futuro di Genova”

È il titolo di un evento realizzato dalla Fondazione Garrone.
Nel relativo articolo pubblicato sul "Il Secolo XIX" di ieri sono stati esposti i nodi ed i punti di forza di Genova:

2021 12 13 Fondazione Garrone Tracce per il futuro di Genova tra crisi demografica ed industriale ritaglio punti di forza Il Secolo XIX

 2021 12 13 Fondazione Garrone Tracce per il futuro di Genova tra crisi demografica ed industriale ritaglio nodi Il Secolo XIX

 

 

 

 

 

 

 

 

I problemi sono chiari e concatenati l'uno con l'altro come chiare e concatenate sono le direttrici che consentono di porre rimedio ai problemi non solo neutralizzandoli ma, partendo proprio da quelli, pianificando il futuro, ricco per tutti.
Ci fa piacere che la Fondazione abbia lanciato il sasso su questioni che l'Associazione Repubblica di Genova dibatte da due anni almeno.
"limitatezza spaziale", "perdita della presenza industriale", "invecchiamento della popolazione",  "condizioni ambientali, geografiche e climatiche", "concentrazioni di saperi" sono argomenti critici e determinanti su cui impostare (e realizzare) un nuovo sviluppo dalla Città e dei Territori che insistono su di Essa.
Ne abbiamo scritto in diversi articoli pubblicati su questo sito (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9) evidenziandone anche un concatenamento logico.
Le nostre forze non sono tali da consentirci un grande impatto mediatico come, invece, è possibile alla Fondazione Garrone pertanto ci rallegriamo di questa iniziativa che deve dare una sveglia .

Continueremo a puntualizzare che la ricchezza di cui parliamo non sarà eslusivamente economica ma, per i presupposti già pubblicati, necessariamente complessiva : culturale, sociale, economica, ambientale.
Cioè atta a realizzare un ambiente civico in grado di confrontarsi con quello di Stati e di Comunità che vengono ripetutamente presi ad esempio.

A noi pare scontato che in un ambiente sociale ricco funzioneranno bene anche le cose apparentemente più banali: strade pulite, verde tenuto come fosse un giardino privato, servizi per il cittadino puntuali ed efficienti.

Alcuni dei nodi segnalati ("obsolescenza infrastrutturali" ed il conseguente "isolamento geografico") sono addebitabili solo parzialmente alle Amministrazioni -presenti e passate- del nostro Territorio ma la "limitatezza spaziale"  e la "frammentazione fra quartieri" sono punti su cui hanno giurisdizione e, pertanto, devono intervenire per raggiungere il miglioramento civico.
Proprio la "limitatezza spaziale" dovuta all'orografia della nostra Terra impone scelte culturali e produttive che consentano di utilizzare al meglio le nostre aree; attività culturali che si concretizzino in centri di ricerca e le conseguenti attività produttive ad altissimo valore aggiunto rappresentano lo strumento ideale per dare dignità ai quartieri in progressivo degrado.
Condizioni civiche ideali sono l'antidoto al calo demografico; ricerca e cultura -indicate nei punti di forza- sono l'alternativa di qualità alla perdita di presenza industriale di bassa qualità.

Abbiamo ben presente le difficoltà imposte dall'apparato politico e burocratico centrale -su cui si modula quello  periferico- che pare organizzato apposta per ostacolare (impedire?) interventi su servizi fondamentali come la scuola per cui viene preferito un sistema atto ad appiattire gli slanci degli studenti piuttosto che ad incentivarne le propensioni. Ma le amministrazioni locali devono -per quanto reso loro possibile- sviare quel sistema e trasformare la scuola in una Scuola mezzo di elevazione sociale.

In prossimità delle elezioni comunali i contendenti sfoderano tutte le possibili occasioni di polemica per criticare l'antagonista : piantatela con le geremiadi!

Cultura (scuola, Università, centri di ricerca scientifica ed umanistica)
Attività industriali (produzioni consone al territorio cioè ad alto ed altissimo contenuto di conoscenza)

Su un "terreno di cultura" così potete creare le condizioni adatte ad un incremento demografico di qualità, ad un miglioramento civico, ad una ricchezza diffusa : per Genova Superba!

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Area ex-ILVA e ipotesi di riutilizzo. Una nota della CGIL.

Chi segue questo sito conosce il nostro punto di vista relativo al riutilizzo dell'area ex-ILVA di Cornigliano.
Per questo stiamo seguendo con attenzione quanto viene pubblicato dalla stampa locale.

Su "Il Secolo XIX" di oggi è stata pubblicata una nota del coordinatore delle politiche industriali della CGIL, Bruno Manganaro, relativa al riutilizzo di quegli spazi.
Riteniamo comprensibile il suo atteggiamento "diplomatico"; la conversione green dello stabilimento di Taranto e le annunciate ipotesi di nuovi insediamenti produttivi a Cornigliano non offrono certezze su cui avviare trattative.
Nonostante le incertezze invitiamo i sindacati ad impegnarsi nella rivoluzionaria "scommessa" di un futuro radicalmente diverso per quel 1.000.000 di metri quadri.
Riteniamo ineludibile -lo abbiamo evidenziato in tutte le occasioni- l'impegno che le amministrazioni locali e centrali devono avere per salvaguardare una fonte di impiego per i dipendenti dell'acciaieria ex-ILVA: su questo non ci sono dubbi.

D'altro canto riteniamo che i sindacati, parte sociale impegnata nei dibattiti e nelle trattative che coinvolgono i lavoratori dipendenti, debbano impegnarsi ad "immaginare" il futuro.
Un futuro che offra sbocchi ai giovani, quindi anche ai figli degli attuali dipendenti ex-ILVA, tali da favorire il loro arricchimento culturale ed economico in ambiti che rappresentano le immaginabili evoluzioni della conoscenza e delle conseguenti ricadute produttive.
La conoscenza è lo strumento per un futuro migliore sia personale che diffuso.
La conoscenza è il mezzo per migliorare le persone, l'ambiente e, di conseguenza, la società.
Forza, buttate il cuore oltre l'ostacolo di una riorganizzazione.
I giovani, ma anche i meno giovani, ve ne saranno grati.

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Calo demografico

A coloro che si preoccupano del calo demografico un suggerimento lo fornisce (indirettamente) dalle pagine de Il Secolo XIX di oggi il dr. Alessandro Pane, Direttore Ricerca e Sviluppo di Ericcson nella penisola italiana

Ericcson attrarre talenti da Il Secolo XIX del 2021 12 07

Lo sviluppo di settori ad alta tecnologia è capace di attrarre talenti.
Questo significa invertire il trend demografico o no?

A Genova abbiamo la possibilità di attrarre insediamenti per la ricerca nelle aree male utilizzate dell'ex-ILVA.

Perchè maggioranza, opposizione e sindacati non fanno uno sforzo di "fantasia" per programmare un futuro promettente destinato, come ovvietà cronologica impone, ai giovani di oggi, domani e dopodomani?

Non ci arrivano (ma ne dubito) oppure ....?

Ritenetevi responsabili del progressivo impoverimento di Genova.

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Essere o non essere? Barattoli o robottini?

                                         Ohhhh Shakespeare, mio creatore e maestro.robottino IIT particolare

barattolo di latta per pomodori particolareSon forse più nobili 10.000 barattoli di latta oppure un robottino ?
Perire per poter continuare a dormire o immaginare per crescere ?

Il dubbio mi arrovella la mente ed il cuore palpita agitato !

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Gentili lettori, immedesimatevi nel dilemma che mi attanaglia: suggeritemi una risposta, aiutatemi a dissipare il tormento.

È proprio qui l'ostacolo e perciò bramo coinvolgervi e nel contempo alleviarvi il travaglio.
Diventeremo miseri, negletti, meschini et homines sine pecunia segliendo i barattoli od2021 01 24 intelligenza artificiale genera valore by Francesco Spini titolo Il Secolo XIX i robottini ?
Chi potrà dirimere l'angosciosa vexata quaestio ?

Bhe, se cliccate sulla lente nell'angolo in alto a destra, magari l'articolo di Francesco Spini pubblicato su "Il Secolo XIX" di ieri una mano riesce a darvela.

Buona lettura.

 

 

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