Coronavirus : cartina al tornasole dell’italianità

L’epidemia di coronavirus ha fornito una lampante immagine delle contraddizioni della società italiana

Vado a memoria nella sequenza degli eventi ma penso di essere piuttosto fedele a quanto è successo e sta succedendo.

Grosso modo l’interessante esperimento social-virologico comincia tra fine gennaio ed inizio febbraio quando i Presidenti di Lombardia, Veneto e Friuli vorrebbero impedire la riammissione a scuola degli studenti cinesi che stanno ritornano. Prontamente lo Stato italiano nella persona del Presidente del consiglio dei ministri boccia l’idea invitando quei Presidenti a fidarsi degli esperti tanto che il Ministero della salute dà il via libera per il ritorno a scuola di chi è stato recentemente in Cina.
Intorno al 20 febbraio il Presidente della Toscana si inserisce nella diatriba dichiarando che le iniziative assunte in Toscana erano "... in linea con quando disposto dal ministero ..." e le critiche potevano essere dovute a disinformazione o malafede od a propaganda fascioleghista. Gli fa eco l'assessore toscano al diritto alla salute -Stefania Saccardi- precisando che non spetta alla regione decidere sull'adozione della quarantena (più sotto si vedrà che da altre parti le cose sono andate diversamente).
Intanto il tempo passa ed il Governo italiano arriva ad istituire le zone rosse in cui gli abitanti sarebbero dovuti restare disciplinatamente confinati salvo qualche gita nelle Regioni limitrofe per andare a sciare o godersi il mare.

Successivamente arriva una stretta ulteriore, preceduta da fuga di notizie, relativa all'argamento delle zone rosse associato ai conseguenti, ed italianamente rigorosi, limiti agli spostamenti (che, se non ricordo male, ha indotto il Presidente del Veneto a lamentarsi per le "eccessive" misure).
Ed italianamente cosa è successo? Massiccio esodo di vacanzieri verso le Riviere.
Ma non è il caso di preoccuparsi perchè costoro potranno  far rientro alle proprie residenze (magari dopo aver lasciato un po' di coronavirus in Liguria).
Ora la tardiva decisione di dichiarare zona rossa tutta la penisola con limiti categorici (quanto?) agli spostamenti.

È interessante rilevare che i Presidenti delle regioni meridionali hanno istituito di loro iniziativa la quarantena per i meridionali, e non solo, che provengono dal settentrione.
Ma l'assessore toscano di cui sopra non aveva sostenuto che istituire la quarantena esulasse dalle competenze regionali?
E a proposito delle lamentele sulle limitazioni delle attività il Sindaco di Bergamo, Gori, fa osservare che la consueta limitazione alle attività nel periodo estivo non ha mai provocato problemi.

Per concludere.
I governanti hanno preso decisioni a pezzettini inseguendo la diffusione anzichè prevenirla (con provvedimenti "esagerati").
Tra i politici in sottordine si sono visti quelli che chiedevano misure di contenimento e quelli che organizzavano aperitivi contro la paura (ed uno di quelli è successivamente risultato positivo alla ricerca del virus).

Gli italiani tutti hanno dato pronta e coerente risposta andando massicciamente al mare, in montagna ed in luoghi di assembramento: Italia una ed indivisibile.

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  • Ospite (Berto)

    Mi sembra che abbia lasciato fuori l'esempio peggiore. Salvini Matteo che il 27 febbraio contestava l'idea di chiusura invitando ad aprire tutto ed alla massima mobilità. Per fortuna al governo non c'è più la Lega.

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  • La ringrazio per la segnalazione che non mi meraviglia. Pare che i politicanti, pur di dire qualcosa al proposito,non si curino di seguire un filo logico finendo finendo per auto-contraddirsi anche nel breve periodo

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